Giro d’Italia – videoclip realizzato dalla Società Umanitaria Alghero

In occasione della partenza del centesimo giro d’Italia la sede di Alghero della Società Umanitaria-Cineteca Sarda, che da 50 anni lavora per la promozione della cultura cinematografica della Sardegna, grazie ai fondi dell’Assessorato regionale alla Cultura, ha prodotto un videoclip musicale per celebrare l’evento.

Il video è costruito a partire dall’archivio del progetto “La tua memoria è la nostra storia”, campagna di raccolta, digitalizzazione e valorizzazione del cinema di famiglia in pellicola, che la Società Umanitaria/Cineteca Sarda ha avviato nel 2010 e che ha come obiettivo la costituzione di mnemoteche del territorio.

E’ stato realizzato da Marco Antonio Pani (montatore, regista, documentarista, autore, insieme a Paolo Carboni, del documentario “Capo e Croce. Le ragioni dei pastori”, presentato al festival di Roma nel 2013 e vincitore del premio come miglior film a Cinemambiente di Torino e a Sicilia Ambiente nel 2014) e da Bruno D’Elia (filmaker, autore di videoclip musicali come “Una somma di piccole cose” per Niccolò Fabi, “Chiamami Napoleone” per Samuele Bersani, “Cromatica” e “Salvagente” per i Marta sui Tubi, e altri).

Il brano musicale è “Ernesto” di Claudia Crabuzza, cantautrice algherese, ed è tratto da “Com un soldat”, primo album solista, interamente cantato in catalano di Alghero, vincitore della Targa Tenco 2016 per il miglior disco in dialetto e lingue minoritarie.

Ernesto

C.Crabuzza/F.Sanna
Piano, percussió, moog Dani Ferrer
Guitarra acústica, percussió
Julián Saldarriaga
Guitarra clàsica Caterinangela Fadda
Ernesto tanca’ls ulls i dormi un poc
Estrac vols soportat
Ernesto, ulls com estrelles
Me mires, I no resist
Ernesto deixa en pau les gates
No veus que no són monyiques
I deixa estar aquell minyó
a poc, que’l fas plorar
Ernesto mans brutes de fang
Un dia te posaras a cantar
Un dia te posaras a riure
Sabent que no t’agradava nadar
Ernesto, no te olvidis mai
De riure amb el tou somrís lluent
S’encén la tua cara
com un foc, com un cel
M’estrinys com que fossis
tornat de una guerra
Amb estivals azuls te’n
vas en giro
Qui saps si parles
a una formigola
Si estas mirant al cel
xiulant a un rossinyol
Ernesto, amor meu, vine a dintre
Que és hinvern a mig dels arbres
Tanca’ls ulls
demà tenguerem temps

ERNESTO Ernesto chiudi gli occhi e dormi un po’/ stanco sei insopportabile/ Ernesto occhi come stelle/ mi guardi, non resisto/Ernesto lascia in pace i gatti/ non vedi che non sono bambole/ e lascia stare quel bambino/ fai piano che lo fai piangere/Ernesto mani sporche di fango/ un giorno ti metterai a cantare/ un giorno di metterai a ridere/ sapendo che non ti piaceva nuotare/Ernesto non dimenticare mai/ di ridere col tuo sorriso lucente/ si accende il tuo viso come un fuoco come il cielo/ mi stringi come se fossi tornato da una guerra/Con gli stivali azzurri te ne vai in giro/ chissà se parli con una formica/ se stai guardando il cielo, fischiando a un usignolo/ Ernesto, amore mio, vieni dentro/ ché è inverno in mezzo agli alberi/ chiudi gli occhi, domani avremo tempo