La buona novella di Fabrizio De Andrè – Musica dal Nuraghe

Inizio:
2020-08-28 21:00:00

Fine:
2020-08-28 22:30:00

Luogo:
Villaggio Nuragico di Palmavera

Città:


Indirizzo:


PROGRAMMA > ALGHERO, FINALMENTE VACANZA

28 agosto | Villaggio Nuragico Palmavera | ore 21

A cura dell’Associazione Laborintus

Costo del biglietto € 15 | Prenotazioni al n. 349 8024059

LA BUONA NOVELLA Di Fabrizio De Andrè

Laborintus Associazione Polifonica Santa Cecilia … sai cosa diceva Lenin? L’etica sarà l’estetica del futuro. Grazie tante, preferisco Karl Kraus: l’etica e l’estetica sono una cosa sola. E non trovo nulla di più etico, e potenzialmente più estetico, d’un disco sui vangeli, ma su quelli apocrifi…

… quando scrissi la Buona Novella era il 1969, si era quindi in piena lotta studentesca e le persone meno attente, che sono poi sempre la maggioranza di noi, compagni, amici, coetanei, considerarono quel disco come anacronistico. Mi dicevano:“Come, noi andiamo a lottare fuori dalle università contro abusi e soprusi e tu ci vieni invece a raccontare la storia, che per altro già conosciamo, della predicazione di Gesù Cristo”. E non avevano in effetti capito che la Buona Novella doveva essere, era, un’allegoria che si precisava nel paragone tra le istanze migliori e più sensate della rivolta del ’68 e istanze, da un punto di vista spirituale sicuramente più elevate, ma da un punto di vista etico-sociale direi molto simili, che un signore millenovecentosessantanove anni prima aveva fatto contro gli abusi del potere e contro i soprusi dell’autorità in nome di un egualitarismo e di una fratellanza universale. Si chiamava Gesù di Nazareth e secondo me è stato ed è rimasto il più grande rivoluzionario di tutti i tempi…

Fabrizio De André

Il 2009 è stato il decennale della scomparsa di uno dei più grandi poeti in musica del secolo passato, e il 2010 è il quarantennale dell’opera che lui stesso, in varie interviste, considerava il suo capolavoro. Non è un caso che nei suoi ultimi concerti alcuni brani de La Buona Novella trovarono spesso spazio, quasi catarsi laica per la vicina fine della strada. Dopo tanti anni l’opera mostra forse più di qualunque altra nella produzione dell’autore, insieme a Storia di un impiegato, il momento sociale e culturale in cui
fu generata e l’aspetto musicale piuttosto elaborato anticipa e cavalca l’onda del rock progressive che anche in Italia avrebbe vissuto una stagione breve e gloriosa. L’interesse per la struttura musicale, all’epoca considerata più bizzarra che innovativa, è alla radice dello spettacolo che la Polifonica Santa Cecilia e Laborintus hanno elaborato sulla base del comune amore per le opere innovative e poetiche, a prescindere dall’appartenenza a categorie culturali prestabilite. La ricetta è semplice un giovane cantautore locale emergente, un coro polifonico di consolidata tradizione e un gruppo strumentale composto da ottimi professionisti da tempo attivi in operazioni di simile repertorio. Completa la serata la lettura di alcuni estratti tratti dai Vangeli Apocrifi che ispirarono De André per la realizzazione dei suoi testi, versi capaci di raccontare meravigliosamente Gesù Cristo pur senza mai nominarlo, attraverso le vicende e riflessioni apparentemente meno importanti dei personaggi che l’avevano conosciuto. In ciò sta probabilmente l’aspetto più geniale della costruzione artistica de La Buona Novella e, probabilmente, anche quello più vicino all’autentico pensiero cristiano.

 

Sono più di vent’anni senza Fabrizio De André, ma è anche il cinquantesimo anniversario del suo capolavoro, l’opera che più di tutti lui ha amato.
La Polifonica Santa Cecilia e l’Associazione Musicale Laborintus rendono omaggio a questo lavoro con la sua prima produzione realizzata in Sardegna col patrocinio della Fondazione De André.

Il coro della Polifonica Santa Cecilia e l’Ensemble Laborintus avranno il supporto della voce solista di Carlo Doneddu.
Fondamentale complemento alla serata saranno le letture di estratti dai Vangeli apocrifi (che ispirarono la scrittura delle canzoni) realizzate dall’attrice Maria Antonietta Azzu.

Ensemble Laborintus: Angelo Vargiu clarinetto, Graziano Solinas fisarmonica, Alessio Ferreri piano, Antonio Pitzoi chitarre, Lorenzo Sabattini basso, Andrea Lubino batteria.

Polifonica Santa Cecilia
Matteo Taras direzione

Arrangiamenti di Gabriele Verdinelli

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